Pular para o conteúdo principal

Cornelia, una sindrome rarissima: le vacanze dove i primi a imparare sono gli educatori

Roberto Morotti, educatore e titolare del nido “Piccoli tesori” di Ravenna, è partito ieri con un ragazzino di Napoli per la sua prima esperienza. Stefania Giommi, invece, segue Lorenzo detto Lollo – che oggi ha 21 anni – da una vita. E all’interno dell’associazione di volontariato Cornelia De Lange, l’unica che a livello nazionale – dalla sede di Pesaro – si occupa dell’omonima rarissima sindrome (in Italia colpisce tra i trenta e i sessanta nuovi nati all’anno con malformazioni a mani, piedi e braccia, peluria diffusa, ritardo psicomotorio e intellettivo, scarso accrescimento), è diventata coordinatrice del progetto Vacanzando: durante l’estate, divisi in due gruppi, i bimbi e i ragazzi con la Cornelia partono per un soggiorno di otto giorni lontani dalla famiglia, seguiti solo dagli educatori. Un modo per consentire alle famiglie di staccare la spina e per aprire nuovi spazi di autonomia a chi è affetto dalla sindrome.

Stefania Giommi con Lorenzo

Stefania, i genitori si fidano di lasciare i loro figli da soli?
“Sì, dopo le prime titubanze oggi le famiglie si fidano ciecamente. Abbiamo con loro un contatto telefonico quotidiano. Il gruppo dei piccoli, dai sei ai 14 anni, ha il medico in presenza. E ai grandi, quelli dai quindici anni in su, possiamo somministrare le terapie noi educatori. Quasi sempre, chi partecipa riesce a raggiungere autonomie o competenze che i genitori non si aspettano: una sorpresa anche per noi. Il progetto, non a caso, dopo che ci è stato proposto dal genetista Angelo Selicorni, il massimo esperto della Cornelia a livello nazionale, prosegue senza sosta da sei anni”.

Come ci si forma, vista la rarità della Cornelia De Lange?
“Gli educatori fanno una sorta di stage di tre giorni in famiglia, dove conoscono il bambino o il ragazzo, raccolgono informazioni, entrano in contatto con limiti e abitudini. Per il resto, s’impara facendo. Io seguo Lorenzo, che è il figlio del presidente dell’associazione Giorgio Amadori, da dieci anni. Avevo già un’esperienza sulla disabilità ma entrare a contatto con questa sindrome, di cui nessuno parla e di cui nessuno sa, è difficile. Ti guardi intorno e vedi che non c’è nessuno come questi ragazzi. Tutto resta da scoprire, su ogni aspetto metti un punto interrogativo. Con Lorenzo, per esempio, ho imparato a usare i simboli della Comunicazione Aumentativa e Alternativa, che oggi è il suo linguaggio, oltre ai suoi gesti personali per fare capire agli altri le cose”.

Sono molto diverse, tra loro, le persone affette dalla sindrome?
“Si assomigliano tanto ma a livello di competenze e stato di salute, le diversità sono molte: c’è chi parla e chi no, chi ha crisi epilettiche e chi no. Alcuni sono auto-aggressivi. All’interno di Vacanzando, però, non ci poniamo limiti. C’è chi, nel giro di una settimana, impara a apparecchiare la tavola o a raccogliere le verdure nell’orto. Facciamo biscotti, sculture d’argilla con il tornio. Come educatrice, cerco sempre di affiancarmi a Lorenzo con l’idea di correre dietro alla vita insieme a lui. E in questo decennio l’ho visto crescere e maturare: oggi che vive in un centro residenziale, quindi non più con la famiglia, mi si stringe il cuore a vedere cosa ha imparato a fare”.

Le famiglie iscritte all’associazione sono 160 in tutta Italia, di cui una anche di Massa Lombarda. Ogni due anni organizzate un congresso nazionale per fare il punto della situazione. Visti da fuori, invece, i bambini e i ragazzi malati di Cornelia chi sono?
“Purtroppo ci si imbatte in molti sguardi scomodi, soprattutto da parte degli adulti. I bambini sono curiosi ma senza malizia. Mi è capitato di vedere alcuni genitori allontanare i propri figli per esempio da una giostra al mare, dicendo che era arrivata l’ora del bagno, solo perché sopra c’era un bimbo con la Cornelia De Lange. Questo fa male, molto male: già, per i genitori, è una grande sfortuna avere incontrato questa sindrome. Se poi, fuori, non si viene nemmeno accettati, diventa una tragedia. Io ho sviluppato ormai uno sguardo clinico sulla gente che osserva, chiede, si stupisce. Ma per me Lorenzo è normalissimo”.


Fonte: http://www.romagnamamma.it/. Publicado em 4 ago 15.

Comentários

Destaques da Semana

Cadastro de Pessoas com Síndrome de Cornélia de Lange

Está disponível neste blog um formulário para cadastro das pessoas com Síndrome de Cornélia de Lange. Essa ferramenta vai permitir o contato das famílias e, também, é a primeira ação para a realizarmos o inédito encontro brasileiro de famílias de pessoas com a Síndrome de Cornélia de Lange, em 2013. O cadastro e composto por 9 informações. É fácil de ser preenchido e está disponível no menu principal do Blog. O cadastro não ficará disponível para consulta, porém mensalmente será encaminhado uma cópia  com as atualizações a todas as pessoas cadastradas. Nos EUA, Portugal e Argentina, como exemplos, existem Fundações, Associações, grupos de famílias para apoio das famílias. No Brasil não existe qualquer forma de apoio organizado, assim a Síndrome continua sendo muito desconhecida, causando muitas dificuldades às pessoas com a SCL e às famílias, em especial, quanto se trata de saúde e educação. Caros amigos pais, ajudem simples iniciativa e caso tenham dificuldade em a...

Conhecendo a Síndrome de Cornélia de Lange

A seguir está o estudo de Andréa Silverio Mauad, disponível no site amigo nerd em  26 abr 13. Síndrome de Cornélia de Lange (CdLS) O propósito deste trabalho é proporcionar apoio emocional e informações efetivas a pessoas que defrontam os desafios de cuidar de uma pessoa com a síndrome de Cornélia de Lange (CdLS). Imagem, sindromesgeneticos No passado, pouquíssimas informações achavam-se disponíveis para ajudar pessoas a enfrentarem a tarefa aparentemente insuperável de planejar, nutrir e proporcionar a subsistência de seu filho ou protegido portador de CdLS. A partir da incorporação da Fundação CdLS, tem ocorrido uma explosão virtual de informações sobre a síndrome.

Relato de Caso: A agressividade no comportamento da pessoa com Síndrome de Cornélia de Lange

A amiga Lúcia Mussel já havia compartilhado com o nosso grupo de famílias de pessoas com Síndrome de Cornélia de Lange do Brasil a experiência em ajudar o querido Luiz Augusto (Guto). Uma das experiências que a Síndrome impõe é a agressividade. Pela importância e relevância das informações pedi a ela para disponibilizar aqui o texto.  Veja. " Sobre o Luiz Augusto que está com 37 anos, percorremos um longo caminho sobre a agressividade dele que começou em torno dos 14 anos.  Luiz Augusto (Guto), 37 anos, com Síndrome de Cornélia de Lange Antes, ele com os dois irmãos mais novos, talvez por brincarem muito juntos, não apresentou este quadro e de repente começou a nos bater o que nos assustou muito. Talvez ele tenha se sentido excluído em algumas brincadeiras com o crescimento dos irmãos e ele foi se isolando.  Começou a agredir as pessoas de casa, não importava a idade, e foi aumentando com o passar do tempo. Tomou Frontal que resolveu por uns ...